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14/07/2026 16:48
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

«Giriamo a Milano come dei leoni». È uno dei versi del trapper Reyomar, al secolo Omar Jair Rey Cordova, tra i sei arrestati nelle ultime ore per l'omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il ventiduenne ucciso il 26 maggio alla stazione Certosa. Un'inchiesta che, dopo i primi due arresti, ricostruisce il modo di agire dei Latin King: spostarsi in gruppo, cercare lo scontro con le bande rivali e affermare il proprio potere.
A raccontarlo è anche Jefferson Smit Echevarria Verano, uno dei primi arrestati. «Noi siamo in contrasto con altri gruppi quali Ms-13 e Neta. La ragione per cui ci scontriamo con questi due gruppi è per affermare il nostro potere in una zona», mette a verbale. «Non abbiamo una zona precisa, noi giriamo per Milano. La zona la individuiamo tra quelle che frequentiamo di più».
Quel 26 maggio il gruppo è composto da diciassette ragazzi. «Verso le 14-15, a Legnano abbiamo iniziato a bere... poi senza nessun progetto particolare abbiamo deciso di recarci a Certosa», racconta. Qui il primo faccia a faccia con la Ms-13. «Gli appartenenti a questo gruppo sono quasi tutti di El Salvador,- confessa- mentre il nostro gruppo è misto, ci sono anche persone native dell'Ecuador o comunque dell'America Latina». Finito lo scontro, i Latin King lasciano graffiti per marcare il territorio e continuano a girare insieme fino all’incontro con Gianluca, il fratello e un loro amico. Secondo gli investigatori tutto parte da provocazioni e dalla frase: «Siamo i re della zona».
Subito dopo l'inseguimento sui binari. «È inciampato sui binari ed è caduto due volte - Racconta ancoRA ECHEVVARIA -Poi il branco lo raggiunge. «Una volta raggiunto Gianluca, che era a terra, i tre soggetti appartenenti al mio gruppo hanno iniziato ad accoltellarlo mentre il ragazzo era circondato da tutti noi». «Dopo due o tre minuti Gianluca gridava per le coltellate». Il ventiduenne viene trascinato ancora agonizzante tra il muro e i binari. Poi la fuga. «Stava arrivando il treno e avevamo paura che arrivasse la polizia, ci siamo messi tutti a correre per scappare».
Secondo gli atti, sarà solo più tardi, attraverso alcuni video comparsi su TikTok, che il gruppo scoprirà che Gianluca è morto. Con gli arresti di ieri salgono a otto le persone finite in carcere. Per gli investigatori alcuni avrebbero partecipato materialmente all'accoltellamento, altri all'inseguimento e all'accerchiamento della vittima. Le indagini proseguono per identificare gli altri componenti del gruppo.