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08/10/2026 19:41
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Continua la testimonianza fiume di Francesco Bellusci, condannato in abbreviato nel maxiprocesso ‘Hydra’ a 4 anni e 6 mesi per essere esponente della locale di 'ndrangheta di Lonate Pozzolo, nel Varesotto. Il pentito ha parlato per tre udienze consecutive nell’aula bunker del carcere di Opera, in provincia di Milano, dove si sta celebrando il rito ordinario davanti al collegio di giudici presieduto da Maria Luisa Balzarotti.
Durante le ultime comparizioni, Bellusci ha raccontato quali sono i rapporti, i debiti e le diatribe tra i vari mandamenti nel territorio lombardo e quando c’è stato il subentro, così lo chiama, della locale di Lonate Pozzolo nel presunto consorzio mafioso, da lui datato nell’aprile 2021. L’ingresso sarebbe avvenuto grazie a Gioacchino Amico, altro pentito nel maxiprocesso, che li avrebbe convinti dicendo che c’è da mangiare per tutti.
Nell’ultima udienza, tra i tanti, Bellusci ha raccontato un episodio avvenuto al bar di Abbiategrasso di proprietà di Paolo Errante Parrino, attualmente al 41 bis. Il pentito ha raccontato di essere stato convocato da Parrino insieme con Pasquale D’Arino, suo socio nonché amico intimo del boss. Il motivo era che D’Arino doveva dei soldi, circa 100mila euro, a una persona legata a Parrino. Il socio di Bellusci però chiese del tempo e in qualche mese il debito fu saldato. In seguito, Bellusci apprese che Parrino veniva chiamato “Zio Paolo” perché risolveva i problemi di tutti e del suo legame con Matteo Messina Denaro.
Il resoconto proseguirà nella sede di origine, l’aula bunker del carcere di San Vittore a Milano, in piazza Filangeri, per poi tornare nella maxiaula della Corte d’assise d’appello del Palazzo di Giustizia. Il collegio di giudici ha dovuto sopprimere alcune udienze (4, 11, 25 novembre e 1° dicembre) per via di un processo che coinvolge alcuni detenuti che si accavalla. Di fronte alla notizia, unita a quella della carenza di organico denunciata negli scorsi giorni dal Tribunale di Milano, la società civile ha espresso timori che questo procedimento possa risentirne.