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06/05/2026 17:17
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Una biblioteca che dovrebbe rappresentare il futuro della cultura milanese, ma che per molti rischia di mettere in ombra pezzi storici della città. È il timore dei bibliotecari comunali di Milano, riuniti questa mattina in presidio davanti all’assessorato alla Cultura per chiedere chiarezza sul futuro della Beic, la Biblioteca europea di informazione e cultura in costruzione a Porta Vittoria.
Al centro delle preoccupazioni ci sono soprattutto i costi di gestione della nuova struttura: circa 18 milioni di euro, quasi quanto oggi viene destinato all’intero sistema bibliotecario cittadino. Da qui la paura che biblioteche storiche come la Sormani o la Calvairate possano perdere servizi, personale o risorse.
Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e dal direttore del settore Cultura Domenico Piraina. Secondo quanto riferito dai bibliotecari, il Comune avrebbe escluso, almeno nell’immediato, la chiusura della Calvairate. Per la Sormani, invece, si ipotizza il mantenimento delle attività di lettura e prestito, con parte degli spazi che potrebbero essere condivisi con soggetti esterni.
Smentita anche l’ipotesi di una Beic aperta 24 ore su 24, considerata troppo onerosa sul piano economico e del personale. Restano però aperti i nodi più delicati: la governance della futura biblioteca e l’inquadramento dei lavoratori. Palazzo Marino ha spiegato che il confronto è ancora in corso con Regione e ministeri per definire costi e gestione del progetto.
Intanto i bibliotecari chiedono un percorso più partecipato e trasparente, per evitare che la nuova grande biblioteca nasca a scapito dei presidi culturali che da anni tengono vivo il tessuto dei quartieri milanesi.