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07/05/2026 14:20
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Per un bambino, il carcere non dovrebbe mai essere casa. Eppure in Italia, all’inizio del 2026, sono ancora circa 25 i piccoli costretti a vivere insieme alle loro mamme. negli ICAM, gli istituti a custodia attenuata per detenute madriA Milano però c’è un progetto che prova a spezzare questo destino. Si chiama “Ricomincio da me” e prende vita nella Casa Famiglia Protetta gestita da CIAO Impresa Sociale grazie al sostegno dell’8xmille di Unione Buddhista Italiana.
Una delle sole due strutture di questo tipo presenti in Italia. Qui oggi vivono tre mamme detenute con i loro bambini, in un ambiente pensato per garantire ai figli una crescita lontana dalle sbarre, pur nel rispetto del percorso di pena delle madri. Accanto alla casa famiglia ci sono anche quattro alloggi per l’autonomia che ospitano sette donne al termine del percorso penitenziario o in condizioni di fragilità.
Molte di loro arrivano da storie di violenza, dipendenze, sfruttamento e marginalità. Per questo il progetto punta soprattutto sul recupero emotivo e relazionale: psicoterapeuti, educatori e specialisti accompagnano le madri in un percorso di reinserimento sociale, mentre i bambini vengono seguiti con attività terapeutiche ed educative dedicate.
Tra le attività c’è anche la pet therapy, utilizzata per aiutare mamme e figli a ricostruire fiducia, empatia e capacità di cura attraverso la relazione con gli animali. Un modo semplice ma profondo per imparare di nuovo ad accogliere, ascoltare e sentirsi al sicuro.