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17/07/2026 19:54
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Si è concluso con un nulla di fatto e un rinvio a data da destinarsi il tavolo tra gli inquilini delle case popolari nel quadrante Lulli-Porpora, a nord est di Milano, e Aler. In una giornata in cui, con tanto di presidio sotto la sede dell’azienda lombarda, i residenti speravano di poter tornare a casa più sereni, il loro limbo non ha fatto altro che sprofondare.
Il quadrante Lulli-Porpora da settembre sarà interessato da un importante lavoro di ristrutturazione ai civici Lulli 30 e 30bis e Porpora 43 e 47. Quest’ultimo, in particolare, ancora più attenzionato a partire dal crollo di una scala al suo interno. Data l’importanza dell’intervento, a oltre centocinquanta nuclei è stato chiesto di trasferirsi in altri quartieri, per permettere ai cantieri di poter funzionare.
Diciannove di loro hanno già firmato e si sono già spostati, ma gli altri, un po’ perché il 70% di loro sono fragili e/o anziani e un po’ perché hanno già restaurato i loro appartamenti a proprie spese, non ne vogliono sapere. E poi, a detta del comitato, è possibile che i lavori possano essere eseguiti mentre i residenti ruotano nei vari appartamenti vuoti, restando lì.
Come spiegato dalla referente degli inquilini, Giovanna Ferramosca, il presidente di Aler Milano Alan Rizzi ha abbandonato il tavolo senza fissare altri appuntamenti futuri.
In particolare, il comitato chiede all’azienda lombarda che venga istituito un tavolo tecnico, con esperti che possano valutare oggettivamente la situazione.
I lavori sono eseguiti con i fondi del Repower Europe, e, a detta di Aler, se si cambiasse la loro direzione la società non potrebbe più beneficiarne. La ristrutturazione dovrebbe infatti partire da Lulli 30bis, che però, notano gli inquilini, è lo stabile messo meglio. Quindi, secondo loro, l’intervento dovrebbe cominciare altrove.