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30/10/2026 15:56
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.

Adesso si indaga sul coltello. La procura di Pavia ha disposto accertamenti sul manico del coltello e sui fazzoletti intrisi di sangue ritrovati nell'intercapedine di via Mulino a Garlasco dove nel 2010 venne rinvenuto il corpo senza vita di Giovanni Ferri, un ex meccanico in pensione di Garlasco. All'epoca venne archiviato come suicidio, ma nei giorni scorsi la procura ha riaperto il caso, istruendo un fascicolo per omicidio volontario. La richiesta è arrivata dalla vedova di Ferri, assistita dall'avvocato Fabrizio Gallo. Nell'ambito di queste indagini sarà analizzato lo stesso coltello con il quale Ferri si sarebbe tagliato un polso e la gola. La richiesta di analizzare l'arma, come anticipato da questa emittente, è stata presentata dagli avvocati dello stesso Ferri. Attorno al coltello girano i molti dubbi sorti su questa vicenda. Secondo la ricostruzione della dinamica del suicidio, Ferri si sarebbe tolto la vita tagliandosi prima il polso e poi la gola con lo stesso coltello. L'arma sarebbe stata ritrovata nel vicolo Nel caso in cui dovessero essere effettuati "accertamenti irripetibili", la famiglia di Giovanni Ferri parteciperà con Giorgio Puleri: la nomina dl consulente di parte è già stata depositata in Procura. L'avvocato Gallo ha anche presentato la consulenza criminologica di Gianni Spoletti, e quella medico-legale di Leonardo Grimaldi. "Secondo la nostra ricostruzione, si tratta certamente di un omicidio", ha ribadito l'avvocato Gallo. Secondo alcune ricostruzioni l'omicidio di Ferri avrebbe avuto una connessione anche con il delitto di Garlasco nel quale perse la vita Chiara Poggi nel 2007. Finora però queste ipotesi non hanno ancora trovato una conferma.