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11/05/2026 17:23
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Da un lato gli sviluppi della nuova inchiesta, con le oltre 300 pagine dell'informativa dei carabinieri di Milano su Andrea Sempio, dall'altro lo scontro tra avvocati sulla revisione del processo per Alberto Stasi, ad oggi l'unico condannato per l'omicidio di Chiara Poggi. Sul delitto di Garlasco Giada Bocellari e Antonio De Rensis - i legali di Stasi - hanno sottolineato che la Procura di Pavia, attraverso "un’imponente ed articolata attività investigativa, ha letteralmente disintegrato la sentenza di condanna" facendo emergere "una serie lunghissima di nuovi elementi di prova" a sostegno dell’innocenza del loro assistito.

Una posizione che però viene fortemente contestata dal legale della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, secondo il quale "dalla lettura delle consulenze non emergono realmente elementi che possano sconfessare la sentenza passata in giudicato a carico di Stasi". Per Tizzoni "si sono bypassati i punti centrali della condanna: la famosa camminata viene liquidata in una paginetta, non viene trattata minimamente dal Ris di Cagliari né dagli altri consulenti" sottolinea il legale; che aggiunge: "E' oggettivamente strano e non riesco a capacitarmene di come sia uscita dalla scena la bicicletta nera… quella bicicletta è lì negli atti, da sempre, anche il giudice Vitelli che assolse Stasi la ritenne importantissima come bicicletta dell'assassino. Non si può immaginare una revisione togliendo quello che non piace e che non torna. Che qualcuno voglia proporre un'istanza posso anche metterlo in conto - conclude Tizzoni - ma non ci sono elementi di novità".

Tornando alla nuova inchiesta, secondo la Procura di Pavia Andrea Sempio "sembra riferirsi all'orario" in cui è stata uccisa Chiara Poggi in un'intercettazione dell'8 febbraio 2017, due giorni prima di essere interrogato per la prima volta. Nell'intercettazione, riascoltata nel 2025, il 38enne avrebbe accennato a "qualcosa" successo nel giorno del delitto alle "nove e mezza" del mattino, un orario compatibile con la dinamica dell'omicidio descritta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo.