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29/09/2026 18:04
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.


Il risultato era negativo e l'analisi del dna rilevato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, sparì dal faldone. Lo dice nella nota con la quale comunica la fine delle indagini per il delitto di Garlasco che vedono al centro Andrea Sempio il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. Il 19 settembre 2007 venne analizzato dai Ris di Parma il dna trovato sui pedali della bici di Alberto. Si stabilì che era di Chiara e per Alberto venne richiesta la carcerazione preventiva. Uscì dopo pochi giorni, ma quell'elemento pesò sulla sua condanna. Oggi per la procura però esistono altre due analisi del 20 settembre che però diedero esito negativo. E che non finirono nel fascicolo, pur essendo elementi che secondo i consulenti di Alberto Stasi lo avrebbero scagionato. Intanto cominciano a crescere i dubbi attorno a questa sparizione, sebbene il generale Luciano Garofano allora a capo dei Ris abbia ribadito che le analisi erano in contraddittorio, come confermato da Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi. Quelle stesse analisi sono state consegnate ai consulenti della procura Calro Previderè e Pierangela Grignani, a novembre. In una relazione di febbraio non hanno riscontrato anomalie. Sebbene, una volta letta la consulenza della difesa Stasi che parla di elementi utili a scagionare Stasi, abbiano convenuto. Chi invece proprio non è d'accordo è Marzio Capra, che parla "di contro analisi note fin da subito alle parti e di risultati mai nascosti tanto che sono messi nero su bianco nella relazione del 2007 del Ris di Parma". Capra spiega poi che quelle analisi non sono del 20 settembre, ma il frutto di un tentativo di analisi iniziato il 10 settembre e fallito per nove giorni, nei quali i ris di Parma hanno lavorato per ripulire il campione rilevato sui pedali.