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04/05/2026 21:40
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Sotto un cielo grigio, a Milano si è formato un mare colorato di rosso, bianco, nero e verde. Piazza Scala, ribattezzata piazza Gaza, si è riempita ancora una volta di manifestanti per la Palestina, che si sono radunati davanti a Palazzo Marino, sede del Comune. Il presidio è stato convocato dalla delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, la grande missione umanitaria salpata alla volta della Striscia per portare aiuti umanitari.
L’appello, passato attraverso i megafoni, è stato quello di liberare Thiago Avila e Saif Abukeshek, due attivisti presenti sulle imbarcazioni che sono stati arrestati dal governo israeliano e non ancora rilasciati. Della loro incolumità è responsabile il nostro Paese: lo ha sottolineato Maria Elena Delia, portavoce italiana della missione. Sull’abbordaggio, la Procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo d’indagine per sequestro di persona dopo aver ricevuto vari esposti.
La missione è ora ferma, ma Delia ha annunciato che è pronta a ripartire. Non appena la flotta verrà rimessa in sesto. Intanto, gli attivisti rilasciati da Israele sono fermi a Creta, in attesa di salpare o di nuovo per Gaza o alla volta dell’Italia per rincasare. Una di loro, Francesca Nardi del collettivo Gaza Freestyle, è intervenuta al presidio milanese, raccontando l’accaduto.
Essendo davanti a Palazzo Marino, il sit-in ha criticato anche il rimanente gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, confermato dalle parole del sindaco Giuseppe Sala ma criticato principalmente dai Verdi.
Contro il gemellaggio, sono anche in corso iniziative popolari. Potere al Popolo ha già raccolto 400 firme, sulle 250 richieste in questa fase preliminare, per ottenere dagli uffici tecnici del Comune il via libera per la raccolta vera e propria di minimo 5000.
Dopo il presidio, i manifestanti partono in corteo alla volta del Consolato spagnolo, in zona Turati.