Cerca nel sito

Eventi a Vigevano:

Dal 23-11-2025 al 21-06-2026
Musica senza Candele
Dal 15-02-2026 al 14-06-2026
6 INCONTRI PER AVVICINARSI ALLA SPIRITUALITÀ BUDDISTA
Dal 01-05-2026 al 17-05-2026
LA GAIA MADRE
Dal 15-05-2026 al 15-05-2026
SANREMO OLTRE IL FESTIVAL: provincia, immaginario e realtà dietro una città famosa
Dal 16-05-2026 al 16-05-2026
RIAPRE LA BANCARELLA DEI LIBRI

Vedi tutti

Grazie a

Videonews


14/05/2026 17:30
Questo contenuto ha finalità esclusivamente informativa e giornalistica. I fatti riportati si basano su fonti di agenzia e atti processuali disponibili al momento della pubblicazione. Le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
È tornato in aula a Milano il cosiddetto caso dei ‘30 secondi’, uno dei processi per violenza sessuale che negli ultimi anni ha acceso maggiormente il dibattito pubblico e giuridico in Italia.
Nel nuovo processo d’appello, disposto dalla Cassazione dopo due assoluzioni, la Procura generale di Milano ha chiesto una condanna a due anni per l’ex sindacalista dell’aeroporto di Malpensa accusato di violenza sessuale nei confronti di una hostess. I fatti risalgono al 2018.
Il caso era diventato simbolico dopo le motivazioni delle prime sentenze assolutorie, secondo cui la donna avrebbe avuto “30 secondi” per opporsi all’abuso. Una valutazione che aveva provocato forti polemiche e critiche da parte di associazioni, giuristi e opinione pubblica.
La Cassazione però ha annullato quelle assoluzioni, chiarendo un principio centrale: il ritardo nella reazione della vittima non rende meno grave o meno configurabile una violenza sessuale. Secondo i giudici supremi, infatti, lo stato di sorpresa e shock può impedire una reazione immediata, mettendo chi subisce l’abuso nell’impossibilità concreta di difendersi.
Nel nuovo processo la donna è tornata a testimoniare a porte chiuse. La Procura generale ha ribadito in aula che la giurisprudenza ormai considera irrilevante il tempo impiegato da una vittima per manifestare il dissenso durante un’aggressione.
La nuova sentenza è attesa per il 10 luglio. Ma al di là dell’esito giudiziario, il processo continua a rappresentare un caso centrale nel confronto culturale e giuridico sul consenso e sulla percezione della violenza sessuale in Italia.