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31/08/2026 17:43
Il Duomo ha un nuovo “dietro le quinte”. A due passi dalla Galleria Vittorio Emanuele, riaprono via Silvio Pellico e via Cattaneo, dopo un intervento che ha cambiato non solo la pavimentazione, ma il volto e soprattutto l'uso di questo angolo del centro di Milano.
Un pezzo di città che per anni è stato quasi un retrobottega della Galleria e che adesso prova a diventare uno spazio più ordinato, più pedonale e più vivibile.Il cantiere ha interessato circa 150 metri di strada, tra via Grossi e via Mengoni. In via Cattaneo l'asfalto ha lasciato spazio a marciapiedi ampliati e nuova pavimentazione. Verso via Mengoni sono stati utilizzati anche masselli di recupero.
Ma la novità più evidente è forse in via Silvio Pellico: 58 nuove fioriere fisse, dotate di un sistema di irrigazione, che delimitano gli spazi pedonali e servono anche a impedire la sosta irregolare. Dietro quello che si vede, però, c'è un intervento molto più grande. MM ha rifatto integralmente acquedotto e fognatura e ha lavorato anche sulle reti del gas, dell'elettricità e della fibra ottica.
Sono stati sostituiti 70 metri di condutture del gas e posati circa 100 metri di nuove reti elettriche e in fibra. Per proteggerne gli ambienti è stata realizzata un'impermeabilizzazione e, nell'angolo verso piazza Duomo, è stato recuperato un collegamento verticale verso il mezzanino della metropolitana e proprio verso l'ex locale. Anche la viabilità cambia. In via Cattaneo sono stati riorganizzati gli spazi per il carico e scarico degli alberghi e quelli riservati alle persone con disabilità.
Insomma, non è soltanto una strada che riapre.
È un altro tassello della trasformazione del centro di Milano: la parte della città che i turisti vedono è quella delle vetrine, delle griffe e della Galleria. Ma appena si gira l'angolo, c'è una seconda Milano, fatta di servizi, traffico, consegne e spazi da ridisegnare. E proprio quel “dietro le quinte” oggi cambia faccia. Per il Comune, con la fine del cantiere, viene restituito alla città uno spazio pubblico “rinnovato, in un luogo centrale e strategico”. Ora la prova passa ai milanesi: capire se quelle vie riusciranno davvero a smettere di essere il retrobottega del Duomo e a diventare, finalmente, parte della scena.