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16/05/2026 17:18
Tre ore di vertice, tensioni durissime su Tel Aviv, accuse incrociate dentro la maggioranza e, sullo sfondo, la domanda che ormai attraversa Palazzo Marino: il centrosinistra che governa Milano riuscirà ad arrivare compatto al 2027?
Il summit convocato dal sindaco Giuseppe Sala doveva servire a ricucire gli strappi. In realtà ha fotografato tutte le crepe della coalizione. Il nodo più esplosivo resta il gemellaggio con Tel Aviv. I Verdi non arretrano e minacciano di riportare il tema in aula, mentre una parte del Pd prova a chiudere il caso puntando sul summit internazionale per la pace voluto dal sindaco.
Secondo indiscrezioni, durante l’incontro i toni sarebbero stati molto duri. La vicesindaca Anna Scavuzzo avrebbe accusato i Verdi di rischiare di “spaccare il centrosinistra”. Ma gli ambientalisti rispondono senza fare passi indietro: “La questione resta aperta, andremo avanti”.
Ed è qui che la vicenda diventa politicamente pesante. Perché un nuovo voto sul gemellaggio potrebbe cambiare gli equilibri della maggioranza. Il consigliere di Azione Daniele Nahum ha già annunciato che lascerebbe la coalizione in caso di stop a Tel Aviv. Intanto il confronto si allarga già alle prossime comunali: dentro il centrosinistra si discute se aprire oppure no ai Cinque Stelle e a Rifondazione.
Ma il vertice non ha parlato soltanto di politica internazionale. Ed è quasi simbolico che dal Pd sia trapelato soprattutto il tema dello sfalcio dell’erba nei parchi cittadini. Una scelta che ha irritato i Verdi, convinti che ridurre tutto alla manutenzione del verde svuoti il significato politico della riunione.
Eppure il verde è diventato uno dei temi identitari della giunta. Lo conferma anche l’assessora Elena Grandi, che ammette: “In passato è mancata una visione d’insieme nella progettazione della città”. L’obiettivo ora è togliere cemento, aumentare le aree ombreggiate e contrastare le isole di calore. Dal 2023 a oggi, dice il Comune, sono stati depavimentati 63 mila metri quadrati di superficie urbana.
Milano dunque si ritrova davanti a un doppio confronto: uno politico, dentro una maggioranza sempre più nervosa; e uno urbanistico, su quale città costruire nei prossimi anni. E i due piani, ormai, sembrano intrecciarsi sempre di più.

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