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18/06/2026 18:17
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Almeno dieci colpi alla testa, sferrati con violenza e da distanza ravvicinata. È questo l’esito dell’autopsia che ha fissato i primi punti certi nell’omicidio di Roberto Pietro Guerrino, l’interprete di fama internazionale trovato morto sabato 13 giugno nel suo appartamento di via Oxilia, in zona NoLo. Le ferite sono concentrate sul cranio e sulla parte alta del volto. Chi lo ha aggredito, secondo i primi accertamenti, lo avrebbe colpito frontalmente con un oggetto contundente. Tra i reperti sequestrati ci sono alcune statuette di Buddha trovate sporche di sangue nel salotto: potrebbero essere state usate per ucciderlo, anche se serviranno ulteriori verifiche per accertarlo.
Resta ancora da definire l’orario esatto della morte. Guerrino era rientrato a casa venerdì pomeriggio e da quel momento aveva smesso di rispondere. A dare l’allarme era stato l’ex compagno, residente a Genova, preoccupato da quel silenzio. A entrare in casa, poi, era stata una nipote, che aveva trovato il corpo a terra.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Carlo Scalas, si muovono soprattutto su una pista: quella di un incontro fissato tramite app come Grindr o Romeo, seguito forse da una rapina degenerata. Dalla casa mancano telefono, computer, portafoglio e contanti.
Una traccia che riporta a un precedente del marzo 2023, quando lo stesso Guerrino aveva denunciato di essere stato rapinato, sempre dopo aver fatto entrare in casa un uomo conosciuto online. La prossima settimana nell’appartamento entrerà il RIS: cercherà impronte, DNA e ogni elemento utile per dare un volto a chi, venerdì sera, potrebbe aver varcato quella porta per l’ultima volta.