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14/07/2026 10:11
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Milano continua ad attirare turisti da tutto il mondo. Hotel pieni, ristoranti affollati e un settore che cresce anno dopo anno. Ma dietro questo boom c'è un'altra faccia del turismo: quella dei lavoratori stagionali e di migliaia di addetti che spesso fanno i conti con contratti precari e stipendi bassi.

È la fotografia scattata dal nuovo report della Uil Lombardia. Nel 2024 il turismo ha dato lavoro a 262.506 persone, quasi il 5 per cento in più rispetto al 2023 e il 12 per cento in più rispetto al periodo pre-pandemia. E Milano è il motore di questa crescita: con 121.605 occupati concentra da sola più del 46% dell'intero comparto regionale.

La forza lavoro è soprattutto giovane: ben più della metà dei lavoratori ha meno di 40 anni, mentre il 53 per cento è composto da donne e il 32 % da lavoratori stranieri. Ma oltre otto addetti su dieci sono impiegati in qualifiche operaie, con possibilità di carriera molto limitate.

Anche la qualità dell'occupazione resta una sfida. Quasi un lavoratore su due, ha un contratto part time e solo il 66,7% è assunto a tempo indeterminato. La retribuzione lorda media annua si ferma a 16.026 euro, che sale a 19.925 euro per chi lavora a tempo pieno: stipendi che, soprattutto a Milano, fanno fatica a tenere il passo con il costo della vita.

Secondo il report, infine, a pesare è anche il lavoro irregolare, che contribuisce ad abbassare le retribuzioni e rende il settore meno attrattivo per le nuove generazioni.

Quello del turismo dunque a milano un settore che continua ad assumere e a crescere, ma che ora è chiamato a una sfida diversa: trasformare questo boom in un lavoro capace di offrire stabilità, prospettive e salari adeguati.