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30/07/2026 16:34
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Una nuova mossa del Comune e una nuova replica delle Famiglie Sospese. Dopo la decisione di Palazzo Marino di garantire uno scudo legale e un supporto psicologico ai dipendenti dell'Urbanistica coinvolti nell'inchiesta, il Comitato torna a scrivere al sindaco Giuseppe Sala chiedendo tutele anche per chi, da due anni, paga il prezzo del blocco dei cantieri senza avere alcuna responsabilità.
Nella lettera aperta, diffusa oggi, il Comitato precisa di non contestare la scelta del Comune di assistere i propri dipendenti, ma denuncia l'assenza di qualsiasi sostegno per le circa 4.500 famiglie rimaste intrappolate nella paralisi dell'urbanistica milanese. Famiglie che continuano a pagare mutui per case che non possono abitare, affitti che si protraggono ben oltre il previsto e costi sempre più pesanti, mentre cantieri e immobili restano bloccati.
Le Famiglie Sospese ricordano poi le parole pronunciate dal sindaco nei mesi scorsi. A settembre, dopo l'incontro in Prefettura, Sala aveva assicurato di essere "disposto a tutto" per risolvere la vicenda. A gennaio aveva parlato di una soluzione ormai vicina. Ma, scrivono oggi, da allora non è cambiato nulla: le abitazioni restano inaccessibili e migliaia di persone continuano a vivere in un limbo.
Per dare un volto alla crisi, nella lettera vengono raccontate alcune storie simboliche: chi ha venduto la vecchia casa e oggi paga anche un affitto, chi versa un mutuo per un appartamento ancora irraggiungibile, chi ha rinviato un trasloco, l'iscrizione dei figli a scuola o perfino il progetto di allargare la famiglia.
Da qui l'ennesimo appello al sindaco: trasformare gli impegni in fatti concreti e farsi promotore presso il Governo di una legge nazionale che possa sbloccare definitivamente una vicenda che, dopo due anni, continua a lasciare migliaia di famiglie sospese.