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01/09/2026 18:21
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Manca praticamente solo la frase: «Mi candido». Per il resto, Mario Calabresi sembra aver cominciato a liberare il tavolo in vista della corsa a Palazzo Marino. Dopo sei anni e 420 serie podcast lascia Chora Media, la società che aveva contribuito a fondare: si dimesso da direttore, ha abbandonato tutte le cariche nel gruppo cedendo anche l’intera partecipazione societaria. Per dedicarsi a «nuove attività non editoriali».
E lo stesso Calabresi, nella scelta delle parole, non fa molto per spegnere le voci: «Chiudo un capitolo importante della mia vita per essere libero di intraprendere un nuovo e diverso percorso personale». Un percorso che, salvo sorprese, potrebbe portare dritto alle primarie del centrosinistra.
L’annuncio potrebbe essere atteso il 12 settembre, quando Calabresi sarà protagonista dell’evento conclusivo della Festa dell’Unità milanese. A luglio aveva già ammesso pubblicamente di pensarci e di voler «fare la sua parte» per Milano. Adesso, con l’addio a Chora, quel pensiero comincia ad assomigliare parecchio a una candidatura.
E il momento non è casuale. Settembre sarà il mese in cui il centrosinistra dovrà finalmente cominciare a mettere ordine nella corsa alla successione di Giuseppe Sala. Il famoso candidato unitario, quello capace di mettere tutti d’accordo evitando la conta, almeno per ora non si è materializzato. In compenso si sono moltiplicati gli aspiranti. E così le primarie sono diventate l’ipotesi più probabile.
Si ragiona su febbraio 2027 come possibile data per le primarie. Prima, però, bisognerà stabilire le regole della sfida interna al centrosinistra: primarie a turno unico oppure in due turni, con un eventuale ballottaggio. E soprattutto bisognerà decidere il perimetro della coalizione, dal Movimento 5 Stelle ai centristi come Azione e Italia Viva.
E poi ci sono i nomi. Nel Pd c’è Pierfrancesco Majorino, capogruppo dem in Regione ed ex assessore comunale. Dalla giunta Sala arrivano invece la vicesindaca Anna Scavuzzo ed Emmanuel Conte, assessore al Bilancio e al Piano casa. Tra gli altri nomi emersi anche Lorenzo Pacini, assesore al municipio 1 e l’attivista Tommaso Goisis. Nell’area di Alleanza Verdi e Sinistra prende quota la docente universitaria Carlotta Cossutta, mentre tra i papabili continua a circolare anche l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
Una griglia già piuttosto affollata, alla quale Calabresi sembra ormai pronto ad aggiungere ufficialmente il suo nome.