Videonews


28/10/2026 23:23
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

C’è un sesto pentito nel processo ‘Hydra’, la maxi-inchiesta sul presunto sistema mafioso lombardo basato sull’alleanza strategica tra 'Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra, unite per fare affari in Lombardia. Si tratta di Giancarlo Vestiti, 58 anni, ritenuto dall’accusa il referente del clan Senese nella regione del Nord e figura di vertice della “mafia a tre teste” ipotizzata dalla indagine della Dda meneghina. La decisione di passare nelle file dei collaboratori di giustizia è stata riferita da fonti legali a margine dell'ultima udienza del processo con rito ordinario, celebrato nell’aula bunker del carcere di San Vittore.
Il suo nome attraversa alcuni dei capitoli più rilevanti del procedimento Hydra. Secondo gli inquirenti, Vestiti oltre a rappresentare gli interessi dei Senese, avrebbe anche contribuito a mantenere gli equilibri tra le diverse componenti del presunto consorzio criminale. A indicarlo come possibile capo dell’intera organizzazione era stato anche Gioacchino Amico, un altro degli imputati che hanno intrapreso il percorso della collaborazione con la giustizia. Nelle motivazioni della sentenza del filone abbreviato, che ha portato a 62 condanne, il giudice aveva attribuito a Vestiti un ruolo di garanzia e indirizzo, capace di contribuire alla coesione del gruppo anche nelle fasi di maggiore conflittualità.
Insomma, si tratta di un ennesimo colpo di scena nell’ambito del rito ordinario del processo ‘Hydra’, che vede imputate 45 persone. Nelle ultime udienze, davanti al collegio presieduto dalla giudice Maria Luisa Balzarotti, è comparso un altro pentito a testimoniare, Francesco Bellusci, che sarebbe legato alla locale di Lonate Pozzolo e all'area di Legnano. Il collaboratore è assurto agli onori delle cronache all’inizio della sua lunghissima testimonianza, quando i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane hanno depositato agli atti un interrogatorio nel quale l’uomo raccontava di presunti legami tra un consigliere di maggioranza del Comune di Buscate, nel milanese, e i boss Cristello e Rispoli. Secondo il racconto, il politico avrebbe fatto da ponte tra i due.
Terminato il controesame di Bellusci da parte degli avvocati difensori, il processo accoglierà un altro dei 500 testimoni ammessi. Si vocifera che il prossimo a comparire dietro il tendone sarà l’atteso Gioacchino Amico.