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16/09/2026 17:45
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Un’inchiesta sullo stabilimento Synextra di Corsico porta in amministrazione giudiziaria nientemeno che il consorzio nazionale per il riciclaggio della plastica, la Corepla. Il provvedimento disposto dal tribunale di Milano e messo in atto dalla Direzione Investigativa Antimafia e dal Comando Carabinieri per la tutela ambientale è per la mancata vigilanza del consorzio Corepla sulla sede Synextra di Corsico, dove la procura di Milano ipotizza sia avvenuto, negli anni tra il 2023 e il 2025, lo smaltimento abusivo di 240.000 tonnellate di rifiuti, con un profitto stimato di 58,3 milioni di euro. Due le contestazioni principali: da una parte quella di aver stoccato a Corsico più materiale di quello previsto dall’autorizzazione. Ci sarebbe stata in particolare un’area all’interno dello stabilimento di via Archimede, denominata dagli addetti ai lavori “Striscia di Gaza”, dove venivano immagazzinati i materiali che andavano oltre le quantità regolari. L’altra contestazione riguarda invece la definizione dei rifiuti: alcune partite di materiali sarebbero state classificate come “non più rifiuto”, quindi regolarmente trattate, anche se, per gli inquirenti, la lavorazione non era stata effettuata o perlomeno non in maniera completa. E qui entra in gioco il consorzio Corepla, che, secondo le intercettazioni raccolte dalla procura di Milano, si era accorto delle irregolarità ma non aveva preso provvedimenti. Sullo stabilimento di Corsico, da tempo oggetto di segnalazioni per presunte anomalie da parte di cittadini e istituzioni locali, la direzione distrettuale antimafia ha chiuso un’inchiesta nel giugno di quest’anno, con relativo avviso di conclusione indagini nei confronti di 8 persone con ruoli dirigenziali nell’azienda per ipotesi di reati ambientali. L’esistenza di quest’indagine, ormai pienamente conclusa, è venuta alla luce solo nelle scorse ore come allegato del provvedimento con cui il consorzio nazionale per il riciclo della plastica è stato messo in amministrazione giudiziaria.