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26/05/2026 23:46
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Sempre meno episodi occasionali, sempre più aggressioni segnate da rabbia e impulsività. È il quadro che emerge dai nuovi dati sulla criminalità giovanile discussi al congresso della Società Italiana di Psichiatria e Psicopatologia Forense. Negli ultimi dodici mesi gli omicidi commessi da ragazzi minorenni in Italia sono aumentati di oltre il 150 per cento, passando da 14 a 35 casi.
Anche nel capoluogo lombardo cresce la preoccupazione per comportamenti sempre più estremi, difficili da intercettare e spesso esplosi dentro relazioni quotidiane: in famiglia, tra coetanei, a scuola o per strada. Secondo gli esperti, dietro molti episodi ci sono fragilità emotive, isolamento, dipendenze e un disagio che resta invisibile fino a quando non esplode. Un tema richiamato anche dalla presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, che ha sottolineato come oggi a preoccupare non sia tanto il numero dei reati, quanto la loro durezza crescente. Tra i fenomeni in aumento ci sono anche le aggressioni dei figli contro i genitori, situazioni che raccontano rapporti familiari fragili, mancanza di ascolto e difficoltà educative che partono da molto lontano.

E mentre crescono gli ingressi negli istituti penali minorili, il timore è che troppo spesso il disagio venga visto soltanto quando diventa cronaca nera.