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23/02/2026 11:13
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Dal 20 luglio del 2021 al 24 febbraio del 2026, l'inizio e la fine di una vicenda giudiziaria che ha lasciato un segno profondo su un'intera città. E' prevista per domani la sentenza per l'ex assessore alla sicurezza di Voghera, Massimo Adriatici, accusato di omicidio volontario per la morte del 39enne Youns El Boussettaoui, avvenuta in piazza Meardi. Nel processo, che si sta svolgendo con rito abbreviato a Pavia, la Procura ha chiesto una condanna a 11 anni e 4 mesi di carcere.

Nel nuovo capo di imputazione si sottolinea come il proiettile che colpì Youns tra il torace e l’addome fu esploso "in violazione dei doveri del suo ufficio di assessore". Per i pm, infatti, Adriatici svolgeva "indebitamente un servizio di ronda armata" e di "pedinamento" della vittima.

Per gli avvocati della difesa, invece, l'ex assessore quella sera stava facendo una semplice passeggiata ed era armato perché portava sempre la pistola, visto il suo passato da poliziotto. Non stava facendo una ronda, insomma, né aveva in programma di seguire El Boussettaoui, un uomo che - come spiegato nel processo - soffriva di disturbi psichici ed era piuttosto conosciuto a Voghera per i suoi comportamenti aggressivi.

La difesa ha quindi chiesto l’assoluzione invocando "l’incapacità naturale" dell’imputato al momento del fatto, perché il colpo di pistola fu esploso in un momento di "blackout mentale" avvenuto a seguito del pugno che aveva sferrato Youns. A quasi cinque anni di distanza, spetterà al giudice Luigi Riganti mettere la parola fine sul caso.