Videonews


01/07/2026 17:51
Il rinvio di 7 mesi della riapertura del ponte sul Po di Bressana continua a far discutere e, a sentire alcune imprese dei trasporti, il milione di euro promesso dal Ministero per eliminare i pedaggi autostradali sulla A7 rischia di essere un pannicello caldo per un tessuto economico in ginocchio. In questi giorni si discute sulla retroattività della misura e sulla sua estensione alle imprese artigiane (che usano mezzi più leggeri ma sono ugualmente colpite). Ma, al di là di questo, non sono ancora state fornite indicazioni ufficiali in merito.
L’annuncio del rinvio al 31 gennaio 2027, poi, è arrivato a ridosso della data prevista di riapertura, che sarebbe dovuta scattare il 1° luglio 2026. Possibile, si chiedono gli autotrasportatori che abbiamo sentito, che i tecnici di Rfi si siano resi conto solo all’ultimo che la struttura fosse più compromessa del previsto e i lavori sarebbero stati molto più gravosi (e lunghi) di quanto ci si aspettava?
Le voci intanto corrono, le indiscrezioni si moltiplicano. Alcune dicono che operai in servizio al cantiere del ponte, nella primavera dell’anno scorso, avessero affittato case in zona per due anni, fino al 2027. Se così fosse, significa che qualcuno era consapevole che i 12 mesi previsti per il cantiere (avviato a giugno 2025) non sarebbero bastati. Voci di corridoio, tutte da verificare.
Molto probabile, al contrario, è che i danni alle imprese proseguiranno fino a gennaio, sempre che, nell’autunno-inverno, non si metta di traverso il meteo.
Le certezze, al momento, si limitano all’ultima nota della Provincia di Pavia, in cui viene disposta, per tutto il mese di luglio, la chiusura totale del ponte delle 23 alle 5 del giorno successivo, nei giorni feriali.