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25/06/2026 18:52
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.


“Non volevo ucciderlo, me ne pento ogni giorno”. Lo ha ripetuto più volte davanti alla gip Sonia Mancini Jawhar Kadir, il diciannovenne arrestato per l’omicidio di Roberto Pietro Guerrino, durante l’udienza di convalida in cui ha ammesso il delitto, provando però a ridimensionarlo: “L’ho fatto, ma non era volontario”.
Il giovane ha raccontato di aver cercato quell’appuntamento o per bisogno di soldi. Dice di aver trovato l’annuncio su Bakeca Incontri e di essere arrivato a casa del famoso interprete in Via Oxilia, quel sabato 13 giugno, senza una cifra concordata.
Secondo la sua versione, l’idea era quella di un rapporto a pagamento. Ma una volta dentro qualcosa sarebbe cambiato. “Mi sono bloccato, non mi sentivo a mio agio, mi sono sentito usato”, ha spiegato.
Da lì la violenza. Prima i pugni. Poi la statuetta di Buddha trovata accanto al corpo, sporca di sangue. L’autopsia parla di almeno dieci colpi concentrati tra il cranio e la parte alta del volto, inferti con estrema forza. Guerrino, 60 anni, è stato trovato sul pavimento del soggiorno. Su quell’oggetto la versione del ragazzo cambia: inizialmente dice che fosse caduta durante la colluttazione, poi ammette di averla usata almeno una volta. E insiste: “Quando sono andato via respirava ancora”.
Gli investigatori, però, avevano già stretto il cerchio. Il diciannovenne è stato fermato alla stazione di Melzo, con uno zaino pieno di effetti personali, mentre aspettava un treno per allontanarsi di nuovo. Le telecamere lo collocano vicino al condominio negli orari compatibili con l’omicidio. Il router del wi-fi registra la disconnessione simultanea di tre telefoni. E nell’abitazione i Ris di Parma trovano un’impronta palmare riconducibile a lui. In più, durante la perquisizione, salta fuori anche un iPad Air appartenente alla vittima. Elementi che adesso si incastrano con la confessione. E che rendono ancora più pesante il quadro a suo carico.