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11/05/2026 19:25
Al Teatro alla Scala di Milano è scoppiata la festa per celebrare gli 80 anni dalla riapertura dopo i tragici bombardamenti dell’agosto del ’43, nella II Guerra Mondiale. A dirigere l’orchestra del concerto che ha chiuso la 3 giorni di celebrazioni il maestro Riccardo Chailly, che ha scelto alcune pagine del Nabucodonosor di Giuseppe Verdi, guadagnando una standing ovation.
In piedi con il pubblico anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto a sua volta con un fragoroso applauso durante il suo arrivo in platea. In quest’occasione, il Capo dello Stato non si è infatti seduto nel palco centrale, come di consueto, perché quella postazione è stata riservata agli ospiti di Casa Verdi, la casa di riposo per artisti creata da Giuseppe Verdi.
Poco prima del presidente Mattarella, una standing ovation è stata riservata anche alla senatrice a vita Liliana Segre, testimone dei bombardamenti: i suoi racconti sono stati raccolti nella mostra dedicata visitabile nel Teatro alla Scala. Tra le istituzioni, il sindaco Giuseppe Sala, il governatore Attilio Fontana, e il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Nel discorso prima del concerto, il primo cittadino milanese ha richiamato tutti i presenti alla responsabilità di “difendere la democrazia”, perché “celebrare ottant'anni” dalla ricostruzione della Scala “non è un esercizio nostalgico”, ma significa salvaguardare “il sistema di diritti e doveri, di regole e di virtù civili”.
Al termine del concerto, il pubblico è rimasto seduto per permettere a Mattarella di lasciare il Teatro. Il Capo dello Stato ha quindi scambiato alcune parole con il maestro Riccardo Chailly e con il sovrintendente della Scala, Fortunato Ortombina. Questi ha espresso fiducia nella partecipazione del presidente alla prossima Prima, dopo l’assenza nelle ultime due giornate per motivi istituzionali.