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02/11/2026 16:46
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

È atteso per mercoledì in Procura a Pavia l’interrogatorio di Domenico Scarfò, uno degli indagati per la morte di Francesco Ancona, l’11 febbraio del 1987 sulla strada tra Mortara e Ceretto. L’uomo era stato trovato senza vita con il cranio fracassato. Il caso era stato archiviato allora come suicidio. La Procura indaga ora per omicidio volontario in concorso con soggetti terzi.
Sulla vicenda, oltre a Scarfò, è indagata anche Giovanna Navarra, la vedova di Francesco Ancona. Ma si ipotizza possano essere coinvolte altre persone. L’uomo sarebbe stato ucciso dopo aver scoperto che la moglie aveva una relazione extraconiugale. In base all’ultima autopsia disposta sul cadavere, fatto riesumare, Ancona sarebbe stato colpito più volte alla testa con un oggetto contundente, poi avvelenato. I due indagati avrebbero cercato quindi di bruciare il corpo.
Nei prossimi giorni entrambi saranno ascoltati in Procura. Mercoledì è stato convocato Scarfò, che all’epoca dei fatti frequentava la casa degli Ancona a Mortara. In quanto indagato, potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Così come Giovanna Navarra, convocata per il 7 novembre.
Sul caso sono parte offesa le figlie di Francesco Ancona, Giusy e Maria, che non hanno mai creduto all’ipotesi di suicidio e che da oltre 39 anni attendono la verità sulla morte del padre. Abbiamo raggiunto telefonicamente Roberto Mordà, avvocato difensore di Giusy Ancona.
La Procura di Pavia ha intanto fatto sapere che le indagini sono vicine alla conclusione. L’ipotesi che ad agire possano essere state più persone appare comunque credibile, anche agli occhi del legale.