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14/07/2026 16:47
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Mentre il mondo guarda alle guerre e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, a Milano c'è un motore che continua a girare. È quello delle imprese, che nonostante le incertezze dell'economia globale continuano a nascere e a investire sul territorio.

È la fotografia del nuovo rapporto Milano Produttiva della Camera di Commercio. Nel 2025, tra Milano, Monza Brianza e Lodi, il saldo tra nuove aperture e chiusure supera le 10 mila imprese, con una crescita del 2,1%, oltre il doppio della media nazionale. A fare da locomotiva è Milano, dove sono nate 26.262 nuove attività e il saldo resta positivo per 9.179 imprese. E il trend continua anche nel primo semestre del 2026, con quasi 17.600 nuove iscrizioni e altre 3.763 aziendein più.
Un tessuto produttivo che continua a crescere anche sul fronte dell'economia: il Pil sale dello 0,7%, sopra la media italiana, trainato soprattutto dai servizi, mentre l'occupazione aumenta dell'1%.

Ed è così che il rapporto invita anche a guardare oltre i confini. Le tensioni in Medio Oriente e il delicato equilibrio nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il petrolio mondiale, tengono alta la pressione sul costo dell'energia. E per un Paese come l'Italia, ancora fortemente dipendente dalle importazioni e con prezzi dell'elettricità più elevati rispetto ad altri partner europei, il rischio è frenare la competitività delle imprese.

La sfida è così quella di trasformare la transizione energetica in un'opportunità, accelerando su rinnovabili, innovazione, efficienza e sicurezza degli approvvigionamenti.