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14/09/2026 17:26
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

A pagare alla fine è stata l’assicurazione: 1.460 euro e 97 centesimi per i danni provocati da un monopattino in sharing. Una vicenda raccontata da Il Giorno, iniziata con una corsa contromano sul marciapiede e proseguita con una promessa al telefono mai mantenuta.
È la sera del 10 giugno, a Milano, tra via Melchiorre Gioia e via Galvani. Un ragazzo di circa vent’anni, alla guida di un monopattino elettrico in sharing, viaggia sul marciapiede contromano e a velocità sostenuta. Finisce così contro un’Alfa Romeo che sta uscendo da una stazione di servizio.
Nessuno si fa male, ma l’auto viene danneggiata. Il giovane allora chiama la madre. È lei, al telefono, a chiedere all’automobilista di non chiamare le forze dell’ordine per rilevare l’incidente, promettendo che il giorno successivo avrebbero sistemato tutto bonariamente.
Ma il giorno dopo madre e figlio non si fanno sentire. E da quel momento, secondo quanto ricostruito, spariscono dai radar.
All’automobilista resta però il numero identificativo del monopattino. Con quello e con il preventivo della carrozzeria si rivolge alla società di sharing e parte il confronto con la compagnia assicurativa. Alla fine arriva l’accordo e il risarcimento.
Una vicenda che oggi assume un peso diverso. Dal 16 luglio, infatti, per i monopattini elettrici è obbligatoria la copertura assicurativa per la responsabilità civile, sia per i mezzi privati sia per quelli in sharing.
E non è l’unica stretta: casco obbligatorio, niente passeggeri, limite di 20 chilometri orari e niente corse sui marciapiedi, dove il monopattino deve essere portato a mano.
Regole che provano a mettere ordine in una mobilità ormai quotidiana. E che almeno sul fronte dei danni fissano un punto fermo: se il monopattino provoca un incidente, c’è una copertura assicurativa chiamata a risponderne.