Videonews


20/05/2026 18:29
L’intelligenza artificiale non è più soltanto una parola da convegno o da Silicon Valley. Sta entrando nella vita quotidiana della città. E forse l’immagine più sorprendente è questa: un filobus che attraversa tutta la circonvallazione senza fermarsi ai semafori, grazie a sensori intelligenti che creano la cosiddetta “onda verde”. Se il mezzo mantiene la velocità suggerita dal sistema, trova sempre verde all’incrocio successivo.
È uno dei 44 progetti basati sull’intelligenza artificiale che il Comune e le partecipate stanno sviluppando per trasformare Milano in una “data driven city”, una città guidata dai dati. Ma il punto interessante è che l’AI qui non serve solo a rendere tutto più tecnologico: serve soprattutto a prevedere.
Prevedere il traffico. Prevedere i guasti. Persino prevedere la salute degli alberi. Con il progetto “Digital green twin”, infatti, Milano viene replicata virtualmente in 3D e gli algoritmi analizzano in tempo reale lo stato del verde urbano: dalla densità fogliare al rischio di cedimenti, fino agli effetti delle isole di calore.
Poi ci sono i servizi ai cittadini. Il Comune sta sperimentando piattaforme vocali che aiutano a compilare moduli online e a orientarsi tra pratiche spesso complicate. E mentre l’intelligenza artificiale entra sempre di più nei servizi pubblici, Palazzo Marino prova anche a fissare dei limiti: con un Manifesto etico che mette nero su bianco principi come trasparenza degli algoritmi, inclusività e tutela del rapporto umano.
Insomma, Milano sta usando l’AI non solo per diventare più smart, ma per provare a governare meglio una città sempre più complessa. E la vera sfida sarà questa: capire se tutta questa tecnologia riuscirà davvero a migliorare la vita quotidiana dei cittadini, oppure resterà soltanto una città del futuro… raccontata in PowerPoint.