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29/04/2026 19:22
Un mese senza la loro scuola, il liceo Golgi di Broni. Lo stesso in cui alcuni di loro hanno trascorso quasi 5 anni della loro vita e che, dallo scorso 23 marzo, a poche settimane dagli esami di maturità, è stato chiuso improvvisamente.
Dopo che un intervento di manutenzione straordinaria sull’ascensore ha disperso polveri nell’edificio durante le lezioni. Polveri che, sebbene in bassa concentrazione, si sono rivelate contenere amianto.
Del resto, non a caso questo edificio fa parte del Sito di interesse nazionale Fibronit dal 2018 e per questo il Ministero dell’Ambiente ha stanziato i fondi per la bonifica (ma non per la costruzione di una nuova scuola, questo tocca alla Provincia di Pavia).
Così, mentre le lezioni si fanno a distanza, come al tempo del Covid, il gruppo del Golgi social team (che si occupa della comunicazione social del liceo) ha organizzato un flash mob dal titolo “Il liceo siamo noi”.
Una mobilitazione per sensibilizzare, tra l’altro, su due diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, quello allo studio e quello alla salute. Ma soprattutto per testimoniare che la scuola è, prima di tutto, una comunità di persone. Al di là delle mura. Al di là dell’edificio.
Al momento la scuola resta chiusa in attesa delle decisioni di Ats Pavia e della Provincia di Pavia, quest’ultima titolare della struttura e della sua manutenzione e della progettazione e del finanziamento del nuovo liceo.
Accanto a quello attuale, oggi chiuso, sorgeva una struttura gemella che ospitata le scuole elementari, di competenza del Comune che, nonostante le ristrettezze economiche di un ente di naanche 10mila abitanti, nel giro di pochi anni trovò i fondi e costruì le nuove scuole senza amianto: furono inaugurate nel 2015.
A distanza di quasi 11 anni, non si sa ancora se e quando la Provincia di Pavia costruirà il nuovo liceo. E neanche dove andranno a lezione gli studenti nelle prossime settimane e nemmeno a settembre.