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03/06/2026 19:11
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

200 euro in più al mese e più verifiche contro il caporalato: così, nei giorni scorsi, si è parlato della “svolta” adottata da Glovo per risolvere la situazione dei rider, dopo la messa a controllo giudiziario da parte della Procura di Milano. Sebbene il parere positivo da parte di quest’ultima per il percorso intrapreso dall’azienda di consegna di cibo a domicilio, gli addetti ai lavori sembrano descrivere una realtà ben diversa.
I rider denunciano che non hanno ancora una paga oraria garantita, non hanno ancora ricevuto un contratto subordinato e, soprattutto, che il tempo trascorso in attesa di un nuovo ordine o nei ristoranti per riceverne uno non è tuttora considerato nella retribuzione.
È quanto ha rilevato la Usb Lombardia, analizzando diversi screenshot eseguiti dai rider sulle piattaforme che li gestiscono. Il sindacato ha quindi convocato un’assemblea nella sede meneghina di via Padova per fare luce sul tema e ascoltare i lavoratori. Dopo l’incontro, la Usb ha guidato i rider in un corteo cittadino verso la sede di Glovo per chiedere per i lavoratori maggiori tutele, mezzi aziendali e un contratto collettivo nazionale di Logistica.