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06/08/2026 15:42
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Quattrocentosedici milioni di euro di debiti, affitti di favore e un patrimonio immobiliare usato, parole di Francesco Paolo Tronca, come "abbeveratoio del clientelismo politico". È da qui che parte il bilancio dei tre anni di commissariamento del Pio Albergo Trivulzio, la storica Baggina milanese, tracciato dal commissario straordinario davanti alla commissione comunale, in vista del ritorno alla gestione ordinaria.
Il Pio Albergo Trivulzio è una delle più antiche istituzioni assistenziali di Milano. Ospita ogni giorno centinaia di anziani e persone fragili e, negli ultimi anni, è finito più volte al centro delle cronache: prima per la tragedia del Covid, poi per le proteste degli inquilini delle sue case più vulnerabili e per le polemiche sulla gestione dell'enorme patrimonio immobiliare. Proprio i conti fuori controllo e le criticità emerse nella gestione avevano spinto Regione Lombardia, nel 2023, a sciogliere gli organi dell'ente e nominare l'ex prefetto Francesco Paolo Tronca come commissario straordinario.
Quando si è insediato, racconta Tronca, il Trivulzio aveva un'esposizione complessiva di 416 milioni di euro: quasi 93 milioni di debiti verso i fornitori, 47 milioni con le banche e milioni di arretrati tra straordinari e premi non pagati al personale. Una situazione talmente critica che, spiega il commissario, l'ente arrivava ad accendere finanziamenti persino per sostenere le spese correnti.
Tre anni dopo, il quadro sarebbe profondamente cambiato. I conti sono stati quasi completamente risanati e il patrimonio immobiliare è stato riorganizzato attraverso il conferimento di una parte degli immobili al fondo pubblico Invimit. Un'operazione che, sottolinea Tronca, permette di valorizzare gli immobili senza venderli: al termine del percorso torneranno infatti nella piena disponibilità del Trivulzio.
Ma è sul passato che il commissario usa le parole più dure. Racconta di aver trovato contratti personalizzati e un sistema che avrebbe trasformato il patrimonio della Baggina in uno strumento di clientelismo politico. Per questo, spiega, tutta la documentazione raccolta è stata trasmessa anche alla Corte dei Conti, che ha avviato gli approfondimenti con il supporto della Guardia di Finanza.
Ora si apre una nuova fase. La Regione Lombardia ha approvato la riforma delle Aziende di servizi alla persona, mettendo fine al commissariamento e riportando il Pio Albergo Trivulzio a una governance ordinaria con un nuovo consiglio di amministrazione. Fino alla ricostituzione del nuovo Cda, però, Tronca resterà al suo posto per garantire la continuità della gestione.
Sul tavolo, però, non ci sono solo i conti. In commissione si è tornati a parlare anche degli inquilini più fragili delle case del Trivulzio, una vicenda che negli ultimi anni è stata più volte al centro delle cronache milanesi. Tronca si è detto favorevole a una maggiore collaborazione con Comune e istituzioni per destinare parte di quel patrimonio anche all'housing sociale.