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19/01/2026 17:08
Inaugurato il nuovo anno accademico della Statale di Milano, l’università che conta il centoduesimo anno della sua storia, guardando lontano, ma senza dimenticare il presente.
Un’università che cresce, che cambia pelle – a partire dalla sfida del nuovo polo di MIND, destinato a diventare uno dei principali hub europei per la ricerca e l’innovazione – ma che ribadisce anche il suo ruolo civile e culturale.

Nel suo intervento, la rettrice Marina Brambilla ha richiamato il valore dell’università come spazio di libertà, soprattutto in un mondo segnato da guerre e crisi: il pensiero agli studenti e ai colleghi ucraini, palestinesi e iraniani è diventato un impegno concreto, fatto di borse di studio, collaborazione internazionale e corridoi umanitari.
Perché studiare, oggi, in molte parti del mondo significa anche resistere.

Ma c’è un’altra sfida che riguarda tutti: quella contro l’antiscientismo e la perdita di fiducia nel metodo scientifico. In un’epoca di fake news e narrazioni che si confondono con i fatti, la Statale rivendica la scienza come esercizio di dubbio, confronto e responsabilità collettiva. Dopo 102 anni, l’università continua così a essere non solo un luogo di formazione, ma un presidio di pensiero critico, aperto alla città e al futuro.