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24/10/2026 18:27
Dopo quasi quattro anni di restrizioni, per la provincia di Pavia, tra le più colpite dall’epidemia di peste suina, arriva un segnale di sollievo. La Commissione europea ha infatti rivisto le regole in vigore dal 2023: 40 Comuni vengono “liberati”, mentre altri 18 passano dalla zona II alla zona I, quella meno severa.
Il risultato, spiegano dalla Regione, nasce dal lavoro coordinato del commissario straordinario Giovanni Filippini, del sub commissario lombardo Mario Chiari, di Regione Lombardia, Ersaf, Istituto zooprofilattico, Ats, Parco del Ticino e Polizia provinciale. Una rete che è riuscita a contenere la diffusione del virus tra i cinghiali selvatici e dimostrato a Bruxelles l’efficacia delle azioni di contrasto.
Secondo il nuovo regolamento, 26 Comuni restano in zona I, tra cui Bosnasco, Casanova, Stradella, Zenevredo, Broni e Pinarolo Po. Altri 38 sono inseriti in zona II: tra questi Ponte Nizza, Bagnaria, Menconico, Varzi, Godiasco, Montebello della Battaglia e Volpara. Le aree ancora interessate sono comprese in generale tra il Po e l’autostrada A21 Torino Piacenza.
«Un risultato confortante», ha commentato l’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi, che ricorda come la Lombardia sia prima in Italia con il 49% dei suini allevati e destinati a produzioni di eccellenza.
L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha invece ringraziato i servizi veterinari delle Ats, invitando però a mantenere alta l’attenzione su prevenzione e biosicurezza.
Intanto si è chiuso il terzo bando per la prevenzione negli allevamenti suinicoli. 108 in tutto le domande presentate da altrettante aziende, per investimenti strutturali da oltre 12,5 milioni di investimenti. Ora si apre la fase istruttoria.