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03/07/2026 16:18
Il servizio contiene riferimenti a un tragico episodio di cronaca che potrebbero risultare sensibili per alcuni spettatori.



Una serata tra amici, il caldo soffocante dell'estate e la decisione di cercare refrigerio in una piscina ormai chiusa. Una scelta che si è trasformata in tragedia. È morto così un ragazzo peruviano di 28 anni, annegato all'interno della piscina Romano di via Zanoia, in zona Città Studi.Alfredo Arustigue Encarnacion, cittadino peruviano annegato nella piscina Romano di via Zanoia. Nelle ultime ore sono emersi nuovi sviluppi nelle indagini: i tre amici che erano con lui sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'ipotesi di omissione di soccorso.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo, composto da quattro persone, avrebbe scavalcato la recinzione dell'impianto dopo l'orario di chiusura per entrare nella struttura. L'allarme è scattato intorno alle 23. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale del 118, polizia di Stato e polizia locale. Il giovane è stato recuperato dall'acqua e trasportato in codice rosso al Policlinico, dove è morto poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione.
L'inchiesta si concentra ora sul comportamento delle persone che erano con lui. Secondo quanto emerso, i tre amici si sarebbero allontanati dalla piscina mentre il 28enne era ancora in acqua e in difficoltà. Solo successivamente uno di loro avrebbe chiesto aiuto a un passante, facendo partire la richiesta di soccorso. Per questo motivo un uomo di 42 anni, una donna di 48 anni e un uomo di 41 anni sono ora indagati per omissione di soccorso. La loro posizione sarà valutata dagli inquirenti nel corso delle indagini.
Restano ancora da chiarire le cause dell'annegamento. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se il giovane sia stato colto da un malore, abbia avuto difficoltà a nuotare o se possano aver inciso altri fattori, tra cui un eventuale consumo di alcol. Saranno gli accertamenti medico-legali disposti dall'autorità giudiziaria a stabilire con precisione le cause del decesso.
L'impianto, gestito da MilanoSport, ha posticipato l'apertura al pubblico nella mattinata di venerdì per consentire il ripristino delle condizioni di balneazione dopo l'intrusione notturna. Una vicenda che riporta l'attenzione sui rischi legati agli accessi abusivi nelle strutture sportive chiuse: pochi istanti possono trasformare una serata di svago in un dramma dalle conseguenze irreversibili.