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16/07/2026 14:30
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Caldo intenso e acqua che scarseggia: Coldiretti ha lanciato un nuovo allarme nelle ultime ore per la Lombardia e Pavia in particolare. Le ondate di caldo eccezionale e la mancanza di precipitazioni diffuse stanno mettendo in difficoltà crescente gli agricoltori, con il rischio concreto di compromettere raccolti e produzioni.

Una situazione eccezionale destinata a diventare la normalità nel giro di pochi decenni. Lo studio climatico commissionato dal Comune di Pavia fotografa l’evoluzione del modello nel breve periodo, poche decine di anni, e il lungo periodo, ovvero la fine del secolo.

Si andrà incontro a inverni sempre più miti e ad un allungamento della stagione calda. L’analisi è netta: il futuro sarà caratterizzato da un deficit idrico strutturale nei mesi più caldi. Un regime in cui l’atmosfera più calda sottrae al suolo risorse che le piogge stagionali non riusciranno a compensare.

Le implicazioni investiranno la disponibilità d’acqua per uso irriguo, il mantenimento del verde urbano e la resistenza degli ecosistemi fluviali, a cominciare da Po e Ticino. Quello che stiamo vivendo oggi rispetto alle precipitazioni è solo un assaggio del cambiamento atteso nel giro di poche decine di anni.

I totali annui accumulati non segnalano scostamenti rispetto al clima attuale, è però attesa una redistribuzione stagionale, con una diminuzione significativa delle precipitazioni estive. La combinazione di estati caratterizzate da siccità, temperature in forte aumento ed episodi di pioggia concentrata pone nuove sfide per i sistemi di drenaggio urbano e la gestione del rischio idraulico.