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21/05/2026 17:43
Vent’anni di attesa, una promessa e una sfida tutta lombarda. Il CUP unico regionale entra nella sua fase decisiva. Tradotto: un solo sistema per prenotare visite ed esami, sia nel pubblico che nel privato accreditato.
Oggi il motore è acceso a metà: coinvolti 17 enti pubblici, 9 privati e circa il 58% delle attività già integrate. Lo ha spiegato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, che parla di un percorso complesso ma nei tempi previsti. Entro ottobre entreranno tutte le strutture pubbliche lombarde, da Niguarda al San Gerardo di Monza. Poi toccherà ai grandi nomi del privato: Humanitas, San Donato, San Raffaele.

Ma il vero racconto è quello dietro le quinte: software da far dialogare, personale da formare, vecchi sistemi da smontare senza bloccare ospedali e prenotazioni. “Siamo la prima regione in Italia a provarci davvero”, dice Bertolaso, ammettendo anche errori e rallentamenti.

E i cittadini? Per ora spesso il call center funziona meglio dell’online. Ma l’obiettivo è proprio questo: meno telefoni occupati, meno rimbalzi tra ospedali, più facilità nel trovare una visita disponibile.

La promessa della Regione è chiara: entro il 2026 il sistema sarà pienamente operativo. E se funzionerà davvero, potrebbe cambiare il modo in cui milioni di lombardi entrano nella sanità pubblica. Una rivoluzione silenziosa, giocata tutta tra algoritmi, liste d’attesa e pazienza.