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28/10/2026 10:02
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

C'è chi attraversa l'Italia per un intervento, chi percorre centinaia di chilometri per una terapia, chi è costretto a trasferirsi per settimane, a volte mesi. È l'Italia della migrazione sanitaria, un fenomeno che coinvolge ogni anno centinaia di migliaia di persone e che vede nella Lombardia la principale destinazione per chi cerca cure lontano da casa.
Quasi 100mila i pazienti arrivati da altre regioni per un ricovero negli ospedali lombardi in un anno, contro i 46mila residenti che hanno fatto il percorso inverso. Un saldo positivo di quasi 54mila ricoveri. A livello nazionale sono oltre 690mila i ricoveri effettuati fuori regione, una quota cresciuta negli ultimi vent'anni dal 7,2 all'8,6 per cento. E Milano è la destinazione di un migrante sanitario su quattro.
Ma dietro questi numeri ci sono famiglie costrette ad affrontare spese spesso ingenti. Secondo uno studio dell'Università Cattolica sui pazienti con malattie rare, la distanza media tra casa e centro di cura è di 185 chilometri. Chi deve pernottare spende in media 134 euro a notte, mentre i familiari che prestano assistenza perdono quasi 44 giornate di lavoro all'anno, per un costo indiretto stimato in 3.650 euro.
Non sorprende allora che, tra i pazienti del Sud e delle Isole che si sono curati fuori regione, sei su dieci indichino nei costi di viaggio e alloggio le difficoltà maggiori.
È in questo scenario che si inserisce il lavoro di CasAmica, che nel 2025 ha ospitato quasi 6mila persone tra pazienti e accompagnatori. E che ora sta realizzando a Segrate, accanto al San Raffaele, una nuova struttura da 75 posti letto, con spazi per la riabilitazione e prestazioni ambulatoriali. Apertura prevista nel 2027.
Perché alla necessità di spostarsi per ricevere cure si aggiunge spesso un'altra difficoltà: potersi permettere di restare.