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11/05/2026 15:12
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

C’è un albero che in Lombardia vale molto più del suo legno. Perché il pioppo oggi significa industria, ambiente, energia e tutela del territorio. E proprio al Pirellone si è parlato del futuro della pioppicoltura, una filiera strategica ma in difficoltà da anni tra costi elevati, redditività ridotta ed esclusione dai contributi diretti della PAC europea.
Eppure il settore resta centrale: pur occupando solo l’1% della superficie forestale italiana, la pioppicoltura fornisce quasi la metà del legname nazionale lavorato dall’industria. Un comparto che alimenta il mobile, il compensato e la carta, ma che oggi non riesce a coprire il fabbisogno interno, costringendo l’Italia a importare legno dall’estero.
Per questo Regione Lombardia prova a rilanciare la filiera. Nel 2026 ha stanziato oltre 1,3 milioni di euro per finanziare 44 aziende agricole tra Milano, Pavia, Cremona e Mantova e realizzare circa 490 ettari di nuovi pioppeti.
Dal convegno è però emersa anche la richiesta di maggiori fondi europei e di politiche di sostegno più strutturate. Intanto la Regione guarda avanti con il nuovo progetto di legge sulla filiera bosco-legno-energia, pensato per rafforzare l’utilizzo del legno lombardo e trasformare foreste e pioppeti in una risorsa sempre più strategica per ambiente, economia ed energia.