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29/10/2026 16:49
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Dopo le inchieste sull’urbanistica milanese, il settore delle costruzioni rischia la paralisi. A lanciare l’allarme sono le principali associazioni dei costruttori e degli operatori immobiliari, che si schierano contro la variante al Piano di Governo del Territorio proposta dal Comune di Milano.
Nuove regole che, secondo Assimpredil Ance, rischiano di bloccare la rigenerazione urbana e aggravare l’emergenza abitativa, in una città dove si stima una domanda di 35mila alloggi.
Il nodo principale riguarda le procedure: interventi che oggi richiedono circa 18 mesi potrebbero impiegare almeno tre anni, con il ricorso generalizzato ai piani attuativi, al posto che la scia e il permesso per costruire.
E secondo le associazioni artigiane Le inchieste sull’urbanistica milanese hanno già di fatto immobilizzato le attività del settore per un valore stimato di almeno un miliardo e mezzo di euro. Con il rischio ora che la variante al PGT possa aggravare ulteriormente lo stallo.
I costruttori contestano anche i tempi della variante, a pochi mesi dalla fine del mandato amministrativo, e chiedono al Comune di fermarsi e rivedere le norme. Il timore è che, anziché sbloccare la città dopo le inchieste, le nuove regole finiscano per congelare ulteriormente cantieri, investimenti e nuovi alloggi.