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08/09/2026 16:04
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Calabresi sì, primarie no. Carlo Calenda prova ad accelerare la corsa per il dopo Sala e mette Mario Calabresi al centro della partita per Palazzo Marino. Per Azione il profilo è quello giusto: abbastanza civico da allargare la coalizione e abbastanza moderato da conquistare anche voti fuori dal perimetro tradizionale del centrosinistra.
E proprio per questo, secondo Calenda, sarebbe inutile passare dai gazebo. Il messaggio è soprattutto al Pd e a Elly Schlein: invece di moltiplicare candidati e primarie, dice il leader di Azione, bisognerebbe cominciare subito la campagna elettorale. Con anche un avvertimento politico: Azione non sosterrà un candidato troppo spostato a sinistra e lontano dalle sue posizioni su sicurezza e sviluppo della città. Nel mirino finisce soprattutto Pierfrancesco Majorino.
Calabresi, intanto, continua a non sciogliere ufficialmente la riserva. Ma dopo aver lasciato tutti gli incarichi in Chora Media ha ormai le mani libere e nei giorni scorsi ha spiegato di essere in attesa di capire quale percorso sceglierà la coalizione.
Ed è proprio qui che entra Giuseppe Sala. Perché sul nome di Calabresi e soprattutto sul rischio che possa dividere il centrosinistra, il sindaco rimanda la scelta, eventualmente, agli elettori.
E mentre si cerca chi prenderà il suo posto a Palazzo Marino, Sala comincia a parlare del proprio futuro. Finito il secondo mandato potrebbe restare sulla scena politica.
Per il momento, insomma, nessun passaggio di consegne. Ma sul dopo Sala il centrosinistra ha già cominciato a dividersi. E ancora prima di candidarsi, Calabresi è diventato il nome attorno a cui ruota la partita.