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14/05/2026 17:43
Dopo il possibile buco da 310 milioni nei conti di Fondazione Milano Cortina, il dibattito sulle Olimpiadi invernali si sposta ora sull’Arena Santa Giulia, uno dei progetti simbolo dei Giochi di Milano-Cortina 2026. Al centro della polemica ci sono gli extracosti dei lavori: Eventim, la società che ha realizzato l’impianto, ha chiesto 134 milioni di euro aggiuntivi per l’accelerazione del cantiere necessaria a rispettare le scadenze olimpiche.
Lo Stato, almeno per ora, ne riconosce 21. Una cifra che però continua a dividere la politica milanese. Da una parte chi parla di un favore ai privati con soldi pubblici, dall’altra chi considera questi costi il prezzo inevitabile per portare avanti un evento internazionale come le Olimpiadi.
Il presidente della commissione sport Tommaso Gorini, dei Verdi, ha ricordato che l’Arena Santa Giulia era prevista già dal 2004 e che quindi, secondo lui, non può essere considerata una vera eredità olimpica. Critiche anche al coinvolgimento diretto del Comune nella definizione degli extracosti, soprattutto mentre altre realtà sportive più piccole non ricevono gli stessi aiuti.
Di segno opposto invece la posizione dell’assessora allo sport Martina Riva, che difende l’operazione parlando di investimenti strategici per la città. Secondo Riva, le Olimpiadi hanno generato miliardi di euro di indotto e porteranno benefici concreti, dalle infrastrutture ai servizi sportivi.
Il punto politico ormai è chiaro: fino a dove è giusto spingersi con le risorse pubbliche pur di rispettare la corsa olimpica? Una domanda che a Milano continua ad accendere il confronto, dentro e fuori Palazzo Marino.