Videonews


21/09/2026 14:52
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Sono stati assunti con contratti a tempo determinato per aiutare i tribunali a smaltire l’arretrato e accelerare i processi, uno degli obiettivi previsti dal Pnrr. Ma adesso il loro futuro è appeso a una scadenza: il 30 settembre termina l’ultima proroga dei contratti di oltre 1.600 lavoratori della Giustizia in tutta Italia.
Tra loro ci sono i funzionari dell’Ufficio per il processo, personale che affianca magistrati e cancellerie nella gestione dei procedimenti. Al Tribunale di Milano sono 77. E proprio davanti al Palazzo di Giustizia hanno manifestato con la Fp Cgil per chiedere di trasformare questa esperienza da precaria a stabile.
Il loro contributo, sottolinea il sindacato, ha accompagnato una forte riduzione dei tempi. Nel distretto di Milano quelli della giustizia civile sono scesi del 53,1%, oltre il target Pnrr del 40%. Nel penale la riduzione è stata del 39,8%, mentre l’arretrato civile storico è diminuito del 92,1%.
Risultati raggiunti mentre nelle cancellerie milanesi la carenza di personale amministrativo di ruolo arriva, in alcuni casi, a superare il 35%.
Il nodo adesso è cosa succederà dopo il 30 settembre. Il decreto legge 144 del 2026 prevede al momento altri tre mesi di contratto. Per la Fp Cgil, però, sarebbe soltanto un rinvio del problema: l’obettivo è di arrivare alla stabilizzazione di tutto il personale dal primo gennaio 2027.
L’obiettivo del presidio è dunque evitare che, finita la spinta del Pnrr, insieme ai contratti si disperdano anche professionalità ormai formate e diventate parte del funzionamento quotidiano degli uffici giudiziari.