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29/09/2026 19:37
Lunghe code, mani sul clacson per invitare a non ostacolare la viabilità. Non è la Milano Fashion Week, ma è il tetto massimo sui carburanti imposto da alcune multinazionali del petrolio. Si tratta di Eni e Ip, e, dal 1° ottobre, arriverà anche Q8. Allora, nel complesso, saranno circa 10mila i distributori in tutta Italia che stanno intervenendo a favore della cittadinanza in uno dei periodi in cui soprattutto il gasolio sta toccando i prezzi più alti mai registrati nello Stivale.
In tutti i punti convenzionati, la benzina costa ora 1,99€ al litro, mentre il diesel si ferma a 2,19€, sempre al litro. Si parla di uno sconto di circa 17 centesimi al litro rispetto alla media nazionale, dove il diesel sfiora i 2,36 e la benzina i 2,17. Il provvedimento ha durata di 30 giorni, ma allo scadere, a seconda della situazione del mercato e degli approvvigionamenti, può essere che qualche società decida di prorogare fino a fine anno.
L’Italia non è la prima a seguire questa iniziativa a livello europeo. In Francia, c’è il colosso parigino Total che è già da diversi mesi che ha deciso di tenere la benzina a 1,99€ al litro e il gasolio a 2,25€ al litro. Comunque sia, le motivazioni dietro al provvedimento sono oggetto di speculazione. Considerando le code fuori dai distributori convenzionati, puntare a prezzi più bassi può sbaragliare la concorrenza. Ma c’è chi pensa ci siano motivi politici.
Certo è che la cittadinanza accoglie positivamente, come si può immaginare, il tetto massimo sui carburanti, interrogandosi poco sulle motivazioni. Ma mostrando sempre prudenza alle trasformazioni del contesto sociale.
C’è poca fiducia sull’adesione da parte di altri distributori, così come sull’abbassamento ulteriore dei prezzi. Ma questo perché, in generale, si registra poca speranza per il futuro.