Videonews


25/06/2026 14:26
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Uno schermo che si accende appena svegli, notifiche che si rincorrono fino a sera. Dietro quel mondo fatto di like, video e chat si nascondono anche cyberbullismo, dipendenza, odio e la paura del giudizio. E mentre il Parlamento valuta di vietare i social ai minori di 15 anni, la risposta dei diretti interessati sorprende.
La Fondazione Carolina ha ascoltato oltre 1.600 ragazzi. Solo l'11% è contrario al divieto. Il 39% lo considera una protezione necessaria, mentre il 43% spiega che la sola età non basta: la maturità non si misura con la carta d'identità e servono regole capaci di accompagnare davvero i più giovani nel mondo digitale.
Perché sono proprio loro a raccontare il lato più fragile dei social. Solo 8 ragazzi su 100 dicono di sentirsi completamente liberi di essere se stessi online. Per tutti gli altri la rete è una piazza dove ci si confronta continuamente con gli altri, si teme il giudizio e spesso si finisce per indossare una maschera.
La richiesta, allora, non è quella di lasciare tutto com'è. I giovani chiedono verifiche reali dell'età, meno profili falsi, più controlli contro cyberbullismo e odio online, algoritmi meno aggressivi e piattaforme più sicure. E con la scuola ormai alle spalle e l'estate appena iniziata, il messaggio è anche un invito a disconnettersi un po'.