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01/04/2026 21:50
Amarezza e delusione, unite all’idea di una nazionale che va rifondata. Il sentimento di tristezza è forte all’indomani della sconfitta dell’Italia nella partita con la Bosnia, match che ha decretato per la terza volta di fila l’esclusione degli azzurri dal Mondiale di calcio. L’ultima partecipazione fu in Brasile nel 2014, dove la nazionale uscì nella fase a gironi, mentre ora si dovrà aspettare il 2030.
Il primo pensiero va ai più giovani: essendo passati ormai 12 anni dall’ultima partecipazione azzurra al Mondiale, i più piccoli non hanno mai avuto l’onore di emozionarsi guardando la nazionale giocare per la coppa più ambita del calcio.
L’evento in sé, però, non è necessariamente il motore che spinge il pubblico a radunarsi davanti all’Italia: forse l’aspetto che più manca e mancherà ancora una volta agli spettatori, sono i momenti sociali, dai festeggiamenti finali alle grigliate e ai momenti estivi da passare tutti assieme.
L’amarezza si lega però anche al pragmatismo: chi ama il calcio, punta il dito contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio, in particolare contro il suo attuale presidente Gabriele Gravina, in carica dal 2018. Oltre a invocare le sue dimissioni, richieste anche dal mondo politico, tutti sono concordi che serva una rifondazione del calcio che ripensi alla formazione dei più giovani. Come già auspicava Roberto Baggio nel suo noto documento da 900 pagine messo da parte quasi subito.