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02/07/2026 18:54
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Le chat tra gli architetti Stefano Boeri e Andrea Caputo sono utilizzabili nel processo per turbativa e falso sulle presunte "collusioni" per truccare la "gara" internazionale di progettazione della Beic la Biblioteca europea di informazione e cultura. Così ha deciso il Tribunale di Milano, per cui non c'è stata alcuna "illegittimità" da parte dei pubblici ministeri Paolo Filippini, Giancarla Serafini e Mauro Clerici nei decreti di perquisizione dell'ottobre 2023 e nella successiva analisi di dispositivi informatici e telefoni della Guardia di Finanza nel 2024.
A presentare l’istanza contro l’entrata nel processo delle chat l’avvocato Guido camera, che assiste Caputo, che aveva parlato di “setacciamento massivo” dei contenuti del cellulare di Boeri. A detta del legale, quei messaggi tra i due architetti avrebbero dovuto essere acquisiti in modo autonomo con un nuovo provvedimento del pubblico ministero.
Dopo il rigetto della questione, è cominciata la fase istruttoria vera e propria. Sono state innanzitutto acquisite agli atti la denuncia e la documentazione allegata presentate ai magistrati nell'immediatezza dell'esito del concorso da Emilio Battisti, architetto ora morto. E poi, è stato ascoltato il primo testimone, un maggiore del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Finanza.
Costui ha ripercorso le attività investigative che hanno preso il via dagli spunti offerti dallo scomparso architetto Battisti e ha spiegato come si sono snodati il concorso internazionale e i paletti messi alla procedura. In particolare, il Finanziere ha parlato dei rapporti professionali tra gli imputati e della necessità di dichiarare il conflitto di interesse sia da parte dei concorrenti sia dei componenti della commissione. Il controesame del maggiore si terrà il prossimo 10 settembre.