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03/01/2026 21:16
Anche Milano scende in piazza sotto lo slogan “contro l'aggressione statunitense del Venezuela”. A organizzare il presidio sono Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta e Osa, che sventolano le proprie bandiere, unite a quelle del Paese del Sudamerica, davanti al Consolato Generale meneghino degli Stati Uniti, in via Principe Amedeo.
Una mobilitazione che a poco a poco si popola di striscioni a favore di Nicolas Maduro, presidente in carica del Venezuela arrestato con la moglie dopo il raid americano condotto nella notte nella capitale, Caracas. Un attacco scaturito da quattro mesi di minacce incrociate tra il Paese sudamericano e gli Stati Uniti. All’origine ci sarebbe, secondo il presidente Americano Donald Trump, la lotta al narcotraffico dilagante in Venezuela, che secondo il numero uno della Casa Bianca è fonte dei finanziamenti della Repubblica presidenziale con a capo Maduro. Una motivazione che ha portato a numerose operazioni americane nel Paese, con decine di uccisioni di uomini senza però legami dimostrati con gli stupefacenti.
A scendere nelle piazze anche la politica che si oppone al governo di Giorgia Meloni. Tra i partiti, il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo in Regione Nicola Di Marco e l’Eurodeputato Gaetano Pedullà, e Alleanza Verdi Sinistra, con il capogruppo regionale Onorio Rosati. Le istituzioni scese in campo riconoscono nell’attacco motivazioni più profonde, prima fra tutte le numerose riserve petrolifere presenti nel Paese.