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03/06/2026 23:27
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip di Bergamo Ulas Demir, il quarantasettenne responsabile della filiale italiana della Caddell Construction, società finita al centro dell'inchiesta sul presunto sfruttamento di operai impegnati nella costruzione del nuovo consolato americano a Milano.
Il manager turco, bloccato all'aeroporto di Orio al Serio mentre era in procinto di partire per Istanbul, ha rilasciato soltanto alcune dichiarazioni spontanee, sostenendo di non aver ricevuto alcuna disposizione che gli impedisse di lasciare il Paese.
Per la Procura, però, il rischio di fuga era concreto. Una tesi che ha portato il giudice a convalidare il fermo e a disporre la custodia cautelare in carcere. Demir è indagato, insieme alla divisione italiana della società statunitense, per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Intanto l'inchiesta prosegue. Nelle ultime ore sono state raccolte nuove testimonianze da parte di persone presenti nel cantiere, che si aggiungono a quelle già acquisite dagli investigatori. Racconti che descrivono turni estenuanti, retribuzioni ridotte dalle trattenute e condizioni ritenute incompatibili con le tutele previste dalla legge. Un quadro che trova riscontro anche nelle parole di un ex dipendente, che ha deciso di raccontare la propria esperienza.

Mentre proseguono gli accertamenti, resta ora da chiarire il ruolo dei diversi soggetti coinvolti nella gestione della manodopera. Un'indagine che continua ad allargarsi e che punta a fare piena luce su quanto accaduto nel cantiere del nuovo consolato statunitense.