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07/09/2026 15:44
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

I residenti alzano la voce e chiedono l’intervento della Prefettura sui lavori per il nuovo ponte di Bereguardo, che non stanno andando avanti da settimane. La richiesta arriva in una lettera del Comitato Ticino 2000 al prefetto Francesca De Carlini. Appare ormai certo che la nuova scadenza del cantiere, fissata al 24 ottobre, non verrà rispettata e si andrà incontro a una nuova proroga.
Sotto accusa l’operato della Provincia di Pavia e dell’impresa appaltatrice. Dal dicembre di un anno fa, quando sono partiti i lavori, il ponte è stato smontato, così come le barche da portare in officina per essere riqualificate. Ma, ad oggi, ne sono tornate solamente quattro delle 28 complessive.
Di questo passo, i timori del presidente del comitato Ticino 2000, Carlo Maiocchi, è che il cantiere non veda più la fine. La Provincia ha intanto messo sul piatto altri 630mila euro per i lavori. Il conto per riqualificare completamente l’infrastruttura sale così a 3 milioni e 827mila euro. Il sospetto è che si vada per le lunghe, dopo che nei mesi scorsi il cantiere è stato abbandonato.
“Abbiamo accettato con un po’ di mal di pancia che i lavori iniziassero senza aspettare le festività natalizie”, fa sapere Maiocchi nella lettera mandata in Prefettura, “quello che invece non accettiamo sono i tempi morti e i rallentamenti inspiegabili. La Provincia più volte interpellata non ci ha dato risposte certe”.
Delusi e amareggiati dall’atteggiamento poco trasparente, in attesa del nuovo programma dei lavori, i residenti chiedono quindi l’aiuto del prefetto. L’obiettivo è fare in modo i lavori si sblocchino e il ponte possa tornare percorribile. In ballo ci sono i sacrifici di residenti ed esercenti che stanno pagando a caro prezzo la chiusura del ponte di Bereguardo.