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26/10/2026 18:45
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

La Procura di Milano ha chiesto il carcere per Youssef Siher, il ricercatore 30enne italiano di origini marocchine, fermato perché ritenuto la 'mente' del canale social 'Movimento 17 ottobre'. Il gruppo è nato dopo gli scontri con le forze dell’ordine e i saccheggi avvenuti nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 ottobre nel pieno centro meneghino. il 30enne è stato fermato sabato 24 in tarda serata con le accuse di istigazione a delinquere con l'aggravante della finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
Nella richiesta di convalida del fermo avanzata dalla pm Francesca Crupi, si legge che Siher ha "un profilo di spicco nel movimentismo" e ha dimostrato "particolare abilità", dato che in pochi giorni è riuscito a creare un gruppo 'social'” seguito da molti utenti, la maggior parte dei quali propensa a mettere in atto "condotte criminose contro l'ordine pubblico". E in merito al pericolo di fuga e al rischio di reiterazione del reato, la pm scrive che avrebbe una "conoscenza degli strumenti informatici idonea a sviluppare una strategia rivoluzionaria" anche mediante la redazione di comunicati in grado di "concentrare in piazza migliaia di persone".
Investigatori e inquirenti stanno indagando anche sugli ultimi contatti che il ricercatore, legato sia a gruppi per la Palestina che antagonisti, avrebbe avuto prima di essere rintracciato e perquisito la mattina del 24 ottobre. Siher non avrebbe dato la password del proprio cellulare, ma la Polizia Postale avrebbe potuto accedere al suo notebook, non protetto: lì sarebbero risultati diversi messaggi per chiedere istruzioni sulle piazze del weekend appena passato. Il fermo del 30enne però ha comportato il blocco dei canali social e la mancata trasmissione delle istruzioni, di cui peraltro non è stata trovata traccia.
Sarebbe indagata anche la moglie di Siher, mediatrice interculturale 32enne di origini libanesi, che con lui avrebbe gestito le pagine social. Al momento, sono stati esclusi legami con hacker filorussi, mentre si cercano eventuali contatti con i sette arrestati nell’inchiesta genovese per il presunto finanziamento ad Hamas tramite una rete di associazioni benefiche. L'interrogatorio di Siher si terrà nel carcere di San Vittore davanti al gip Tiziana Landoni nella giornata di martedì 27 ottobre.