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21/05/2026 16:38
Se in questi giorni vi capitasse di camminare in piazza Leonardo da Vinci a Pavia - o come la chiamano in tanti, piazza delle Torri - potreste notare di una piccola croce di legno, con appoggiato un cartello. Qui, qualcuno ha dedicato un pensiero a quell'alberello "strappato dal suo suolo da mani spietate", come si legge nel testo.

L'autore (o l'autrice) attribuisce il gesto a qualche giovane "nemico della verde pace" che poi lo avrebbe gettato nella vicina cripta di Sant'Eusebio: "Hanno abbattuto lui e con esso ogni rispetto per la natura", prosegue il messaggio. Un gesto simbolico, insomma, contro la maleducazione di chi - non essendo amante della bellezza, si presume - anzichè prendersi cura di una pianta, preferisce distruggerla.

Qualche passante, in questa assolata giornata di primavera, si ferma a leggere il messaggio. A poca distanza, la vita scorre come sempre, con tanti studenti che si godono una pausa all'aria aperta. La croce rimane lì, sull'erba. Il ricordo di un alberello che c'era e che ora non c'è più; una presenza discreta, ma ben visibile, che invita a una riflessione sul rispetto di uno spazio che è di tutti e su come, in fondo, un piccolo gesto di maleducazione possa rendere un giardino un po' più spoglio e triste.